Note di Conversazioni Difficili™

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Vi lancio una provocazione ... vediamo chi la raccoglie. http://tinyurl.com/cmvbqe

Vi presento un concetto semplice nonostante i paroloni :). E' "La Scala dell'Inferenza", che ci da ampie spiegazioni del fatto che io e te, molto spesso, abbiamo una visione molto diversa della realtà.

Il fatto di avere idee diverse sulla realtà che osserviamo ci porta facilmente a conflitti interminabili.
Quanto tempo potremmo risparmiare, e quanto potremmo realizzare insieme, con una maggiore consapevolezza?

* Vediamo cosa è la Scala dell’Inferenza e ci spieghiamo perché molto spesso la realtà assume contenuti così differenti agli occhi di ognuno di noi.
* Vediamo qualche esempio pratico.
* Vediamo come ci può essere utile.

Cliccate: http://tinyurl.com/cmvbqe

Ho messo dei disegni per rendere meglio certe idee ... poichè qui non è possibile vi aspetto la.
Non mancate di dire se siete d'accordo e cosa ne pensate.
Buon Fine Settimana!


Vi propongo un breve, semplice esercizio per preparare molto bene una Conversazione Difficile.

Prima di continuare a leggere:

1. prendi un foglio di carta;
2. prendi una penna;
3. preparati a scrivere;

Alcuni miei suggerimenti, e questo esercizio, sono citati da Annalisa Piersigilli, su Cosmopolitan di Febbraio, in edicola in questi giorni.

Aggiungo alcuni dettagli per spiegarne la logica.

Il risultato dell'esercizio è che le parole giuste verranno fuori, molto più facilmente, e senza fare molti calcoli.

Immagina di voler fare una conversazione su un argomento conflittuale. Il tuo punto di vista è molto differente da quello della persona con cui devi parlare. In passato avete trattato la questione, e invariabilmente siete finiti in una conversazione "punto - contro - punto" in cui proponevate argomentazioni logiche in competizione per vincere il dibattito, e arrivare a dimostrare di “avere ragione”. Il tono di voce di queste conversazioni tendeva a crescere ...

Oggi ... mentre si avvicina il momento ... più pensi alla conversazione ... e più e il disagio e la rabbia si impadroniscono di te ...

Alcuni esempi:

* un tuo collaboratore continua a non prepararti le relazioni con le informazioni e i dati che gli hai chiesto;
* il tuo socio continua a pagare le provvigioni ai venditori senza rispettare le tabelle di premio che avete concordato, e sta rovinando tutta la vostra gestione commerciale;
* tuo marito continua a spendere più soldi di quelli che vi potete permettere e gli vuoi parlare della questione prima che sia tardi;

Riflessioni:

* Preparare una conversazione è importante quanto svolgerla. La grande parte della nostra capacità di ottenere risultati dall’incontro nasce da come ci prepariamo.
* La nostra preparazione consiste nel osservare la realtà da varie prospettive.
* Se riusciamo a "vedere" prospettive diverse, la nostra capacità di comprendere la realtà aumenta, e la nostra emotività migliora.

Ora:

* Pensa alla questione controversa che devi affrontare.
* Racconta la storia come la racconterebbe la persona che ti fa tanto adirare. Scrivi tutto.
* In particolare pensa a quali sono i fatti rilevanti ed importanti secondo lui. Ognuno di noi, sceglie di tenere in considerazione alcuni fatti e non altri. In generale tendiamo a considerare rilevanti solo i fatti che confermano le nostre convinzioni. Ma se le nostre convinzioni sono diverse, probabilmente sceglieremo fatti diversi.
* Descrivi i fatti che lui sceglierebbe per argomentare la sua tesi.

Pensa alle conclusioni che l’altra persona vorrà raggiungere. Scrivi, e descrivi le argomentazioni; e articola il ragionamento in modo da supportare in modo logico la conclusione del tuo collega, socio, collaboratore, marito ...
Gioca a questo gioco senza timidezza. Sei tu insieme al tuo foglio di carta, nessun altro ... scrivi per difendere il punto di vista del tuo “avversario”, come se fossi lui o lei. Articola i fatti e il ragionamento in modo da “vincere” le argomentazioni dell'altro (le tue) ... come se fossi al suo posto.

Una variante consiste nel dividere il foglio in due colonne e descrivere su una colonna le tue conclusioni, e sulla colonna accanto le conclusioni dell’altro. Continua nelle due colonne scrivendo in contrapposizione i fatti rilevanti, e i ragionamenti, che conducono alle due diverse conclusioni.
Usa la tua migliore intelligenza per "vincere" il dibattito dalla posizione dell’altro.

Mentre descrivi ricorda che:

1. Ognuno è legittimato a pensarla come la pensa. In altre parole è assolutamente normale che due persone abbiano opinioni diverse, entrambi ragionevoli per ciascuno. Questo non significa che essere d’accordo; vuole dire semplicemente che riconosciamo come legittimo il pensiero dell’altro.
2. Ognuno vede solo una parte della realtà. Proprio lo sforzo di scrivere come la vede l’altro ti arricchisce di prospettive che altrimenti ti mancherebbero.
3. Lui/lei ha, con tutta probabilità, le migliori intenzioni. Ricorda che probabilmente non si rende completamente conto delle conseguenze che produce. Normalmente siamo estremamente veloci ad attribuire intenzioni negative. Talvolta abbiamo ragione; la maggior parte delle volte non è così.
4. Ricorda che qualunque situazione controversa è l’effetto anche delle nostre azioni e comportamenti, oltre che delle azioni/comportamenti dell’altro.

Che effetto fa?
La realtà non esiste, ha molte forme ... noi selezioniamo fatti che hanno importanza per noi, e gli diamo il senso che nasce dalla nostra sensibilità, dalla nostra storia e dalle nostre esperienze.

La preparazione non ha risolto ancora il nostro problema controverso e ancora non siamo andati ad affrontare la nostra conversazione difficile.

Però ...

1. come è la tua emotività ora?
2. come è la tua disponibilità a comprendere il punto di vista dell’altro?
3. In che modo queste riflessioni aiuteranno la tua prossima conversazione difficile?
Vi propongo un'attività ottima che potete fare con il vostro Gruppo!
E' pensata per gruppi al lavoro, ma potete raccogliere spunti per migliorare la comunicazione in molte altre circostanze.

Potete andare a leggere qui http://tinyurl.com/6uk556, o continuare.
A presto.


In che modo alcune conversazioni ben fatte possono cementare le relazioni tra le persone del vostro Team di lavoro?

Vi propongo un esercizio semplice, ma molto potente.

Fatelo con le persone del vostro Team; vi darà risultati sorprendenti.
E’ ispirato da Marshall Goldsmith, con delle mie modifiche per adattarlo alle dinamiche più tipiche nelle nostre organizzazioni.

Questo esercizio ha alcuni aspetti molto positivi:
1. è rapido; non sono necessarie sedute outdoor o intere giornate off-site per attività di Team Building poco legate alle questioni di lavoro.
2. è economico perché richiede poco tempo;
3. è strettamente legato alle vicende lavorative per cui realizza significativi miglioramenti nella capacità del gruppo di realizzare il suo scopo;
4. migliora in modo forte le relazioni tra le persone del Team che escono da questa esperienza rasserenate scoprendo di avere nuovi amici su cui contare.

Come si svolge.

1. Programmate una riunione con i componenti il vostro Team e mettete all’ordine del giorno qualcosa simile a: “Valutazioni sulla nostra operatività”; “Miglioramento Organizzativo” o “Verifica periodica del nostro lavoro”.

2. Organizzate gli spazi per la riunione in modo che sia facile spostare sedie e tavoli, e i partecipanti possano facilmente svolgere conversazioni in coppie cambiando frequentemente il partner.

3. In occasione della riunione chiedete alle persone del vostro Team come giudicano il gioco di squadra, e la qualità del lavoro nel vostro Team.

Chiedete
a. se ritengono importante il lavoro in squadra,
b. se giudicano necessario un miglioramento.

La risposta sarà probabilmente un SI, forte e chiaro.
Se emergono dei dubbi, e qualcuno non è convinto dell’importanza del lavoro in squadra, o pensa che il lavoro di squadra tra voi è già perfetto, facilitate una discussione che conduca il gruppo a formulare delle conclusioni su cui c’è un buon livello di consenso sulle opportunità di miglioramento.

4. A questo punto introducete l’esercizio e spiegate che ognuno, compresi voi che introducete, farà una conversazione breve (circa 10 minuti) con ciascuno degli altri componenti il Team. Questo significa che se il gruppo è di 15 persone, ciascuno farà 14 conversazioni.

Come si svolgono queste conversazioni?

Immaginiamo Mario e Luigi. Mario rivolgerà a Luigi una domanda: Puoi darmi due suggerimenti per aiutarmi a capire come posso aiutare il nostro Team a lavorare meglio?
A questo punto, Mario, che ha fatto la domanda, sta zitto e ascolta. Mario vuole imparare. Non si difenderà, non si giustificherà, non spiegherà. Mario può parlare solo per chiedere chiarimenti: “scusa non ho capito questa cosa, me la puoi spiegare meglio?”

Al termine di questa prima parte, dopo aver ascoltato i suggerimenti, Mario ringrazierà sentitamente per i suggerimenti ricevuti.

Luigi che dà i suggerimenti dovrà rispettare alcune regole semplici, ma fondamentali:

a. Tutti i suggerimenti dovranno essere orientati verso il futuro;

b. I suggerimenti dovranno essere proposte positive di comportamenti o azioni che servono al gruppo.

c. La regola più importante: Luigi desidera sinceramente aiutare il suo collega.
Quindi è vietato avere atteggiamenti giudicanti e accusatori che sviscerano comportamenti negativi del passato.

E’ corretto dire: “ … sai sarà utile a tutti se ci consegnerai le offerte complete entro la data che ci prometti”.
E’ sbagliato dire: “ogni volta che dobbiamo fare un’offerta per una commessa tu sei sempre in ritardo, crei problemi a tutti … sei veramente un peso.“

Ciascuno dei partecipanti deve annotare su un foglio proprio, o su una scheda che gli fornite voi, i suggerimenti positivi che riceve da ciascuno dei partecipanti, indicando anche il nome del collega che gli ha offerto il suggerimento.
Al termine delle conversazioni in coppie, facilitate una breve discussione per raccogliere osservazioni su ciò che è accaduto.

Le regole sono poche, ma fondamentali; e voi dovete assicurare che tutti abbiano ben compreso.
Quando le spiegate, fate domande e chiedete se c’è chiarezza rispetto al modo in cui si deve svolgere la conversazione.

Una cosa utile da fare, (io faccio così con i gruppi che partecipano la prima volta), è dare una guida alla conversazione in un foglio A4, in cui si riassumono le regole che ho appena descritto.

Ho fatto questo esercizio con gruppi molto vari per ambiente di riferimento, tipologia, scolarizzazione, tipo di attività, e i risultati sono sempre stati entusiasmanti.

Osserverete serenità e intensità nelle conversazioni. Man mano che le conversazioni vanno avanti noterete come le persone si sentono alleggerite ed arricchite.
Le persone, con l’andare avanti delle conversazioni, diventano sempre più desiderose di continuare a farne altre e di aiutarsi vicendevolmente.

Qualcuno mi dice: ”Certo che è un pò duro ascoltare certe cose … “.
E io rispondo che è comunque meglio ascoltare perché intanto le stesse cose vengono comunque pensate, o dette in giro, in modo distorto e manipolato escludendo la persona interessata.
La comunicazione così si aggroviglia, e la persona non riceve informazioni utili al suo miglioramento, ma pettegolezzi riferiti, oppure sguardi ironici che distruggono le possibilità di recupero.

Altre osservazioni che mi capita di ascoltare: ”… certo che se questo me lo dicono in tanti … allora ci deve essere qualcosa di vero … “. Ognuno ha delle illuminazioni su di se che altrimenti sarebbero improbabili.

Questioni che normalmente non vengono affrontate, o vengono affrontate deteriorando le relazioni, diventano facili da trattare con enorme sollievo di tutti.

Come proseguire nel miglioramento?

Programmate a scadenze periodiche, mensili per esempio, la vostra Riunione sul Miglioramento Operativo.

Farete nuovamente le conversazioni in coppia, con le stesse regole, ma con un’ulteriore opportunità: ognuno dei partecipanti potrà/dovrà chiedere a ciascuno dei colleghi in quale misura ha migliorato rispetto a ciascun suggerimento ricevuto. In questo modo la responsabilità di ciascuno verso il miglioramento del proprio contributo diventa molto forte e tenderà a crescere.
Il processo viene così rinforzato e sviluppato.
Ho assistito personalmente a delle vere e proprie trasformazioni della capacità di funzionare di moltissimi gruppi grazie a questo semplice esercizio.

Un ultima nota sul leader del Team. In ogni team c’è un capo, allenatore, presidente, direttore.

Lui o Lei deve fare le conversazioni insieme a tutti gli altri con le stesse modalità. E’ un’occasione eccezionale di imparare e “vedere” cose di cui siamo completamente inconsapevoli, e instaurare un fantastico clima di fiducia all’interno del Team.

Cosa ne pensate?

Photocredit: kevindooley

Qualche buona lettura può essere utile!
Pensando a voi, ho scritto un elenco di libri che possono essere utili a chi vuole migliorare la capacità di fare Conversazioni Difficili™.

Cliccate per accedere! http://tinyurl.com/9j35aq

Alcuni commenti in aggiunta ai vostri molto interessanti.

Giancarla, forse sei di fronte a qualche grossa opportunità nascosta dietro una conversazione difficile?

Giovanni ci regala un pensiero molto importante.
Molti genitori NON affrontano conversazioni difficili di questo tipo.
Si rinvia in eterno o si parla a un livello superficiale.
Si affrontano discorsi facili che non aiutano, e si dimenticano le questioni difficili/importanti. Spesso si affrontano quando è troppo tardi.
Oppure ancora si affrontano in modi che creano risentimento e distacco peggiorando ancora il dialogo e perdendo opportunità di aiutare i nostri figli.


Altre idee interessanti sui fatti specifici di Rosanna e Umberto da Francesco, Alessandro e Tony!

La storiella non ci racconta tutti i fatti ... e la logica che cerchiamo è spesso difficile da comprendere nella complessità delle emozioni umane che si intrecciano tra loro.

Voglio mettere un grande punto di domanda a proposito di atteggiamenti "duri" basati sul potere che proviene dall'alto.
Con la forza otteniamo normalmente atteggiamenti falsamente compiacenti. Io capo ottengo che i collaboratori fingono di fare quello che io voglio, ma non sono motivati e non usano le loro migliori capacità. Quando io non sono in condizioni di controllare fanno quello che vogliono loro.
Risultato: dovrò controllare sempre di più e sempre di più ... e più controllerò meno entusiasmo otterrò.
Inoltre le persone non avranno nessun tipo di iniziativa o voglia di collaborare.
Faranno solo quello che serve per "rispettare il contratto", che spesso prevede anche la possibilità di mettersi in malattia o semplicemente venire al lavoro e fare lo stretto necessario.

Inserire figure parallele va bene, come va bene stimolare un clima di supporto in cui il gruppo intero fa risultati non il singolo. Se creiamo una situazione in cui vengono valutati i risultati dei singoli in competizione tra loro ( e non quelli del gruppo) allora eliminiamo desiderio di supporto tra i colleghi. Ognuno fa il suo e cerca di mettere in cattiva luce gli altri ... non molto utile.
Stimolare competizione tra singoli va bene solo quando le attività lavorative dei componenti il gruppo sono completamente slegate tra loro.
Immaginate una squadra di basket in cui tutti i giocatori vogliono segnare il massimo numero di punti e per questo tirano continuamente a canestro senza passarsi mai la palla. Avremo qualche superstar, una squadra che perde di brutto e un allenatore a spasso.

"Il problema è capire perchè Umberto non è attivo come all'inizio" ... certo!
Ma Rosanna non si informa non chiede non si preoccupa.


Perchè le cose sono andate in questo modo?
Rosanna non ha fatto una conversazione difficile che era da affrontare con urgenza.
Gli elementi di contorno non ci devono distrarre. Il fatto è che Umberto riduce le prestazioni e in modo significativo pur avendo un alto potenziale.
La singola cosa veramente grave che lei non fa è ascoltare Umberto; indagare sulla sua vicenda, anche personale. Interessarsi e aiutare.

Secondo elemento: Rosanna fa un commento sarcastico su Umberto in pubblico. Come pensate che questo influisca sulla motivazione di Umberto, sulla sua energia e sulla voglia di collaborare?
Influisce in modo disastroso. Eppure questo è un comportamento molto frequente, una specie di rifugio quando non troviamo altro modo di interagire con qualcuno a cui dobbiamo dire cose non positive e non troviamo il modo giusto per farlo.

Photo Credit: Kirsty Pargeter

.
Rosanna è responsabile dell’ufficio preventivi in una grande organizzazione che produce arredamenti.

Umberto è uno dei progettisti, laureato in architettura, appena assunto mostra subito intelligenza e prontezza.
E’ proattivo e prende iniziative positive.

Uno dei clienti dell’azienda, il Dott. Sala, è molto soddisfatto dei preventivi e dei progetti preparati da Umberto, e da alcune settimane, ogni volta che ne chiede uno, vuole che sia Umberto a prepararlo.
Rosanna, inizialmente contenta della brillantezza di Umberto diventa riflessiva ...
Lunedì, il Dott. Sala chiama l’Ufficio progettazioni. La chiamata viene inoltrata a Rosanna che si offre di dare al Dott. Sala tutti i chiarimenti, ma questi chiede di parlare con Umberto e, poiché Umberto è fuori quel pomeriggio, dice che richiamerà l’indomani, ringraziando Rosanna.

Alcuni giorni dopo, Umberto, che è diventato sempre più taciturno e meno attivo, manca dal lavoro per due giorni nella stessa settimana. In entrambi i casi trasmette un certificato medico.

Rosanna, inoltre, sta vedendo la prestazione del suo ufficio minacciata da una serie di altre circostanze, e valuta il da farsi.

Umberto, che inizialmente sembrava molto positivo, sta brillando meno. Rosanna vorrebbe parlarci ma non è ancora sicura.
E’ possibile che si sia sentita sminuita nelle sue capacità perchè i clienti chiedono di Umberto? Sarà che si sta concentrando sulle manchevolezze di Umberto solo per questo ... oppure effettivamente Umberto rende meno e tira avanti lasciando agli altri il lavoro più difficile e faticoso?

Rosanna non parla con Umberto per molto tempo, e effettivamente, nel tempo si convince che Umberto sta rendendo poco ... ora è convinta.
Ma ancora non ci parla.

Venerdì in riunione con il Direttore Commerciale, Rosanna assicura che un commento sarcastico sulle prestazioni di Umberto sia sentito da tutti. Umberto è presente ma non dice niente.

Le cose non miglioreranno .... Umberto lavora sempre meno e sempre peggio. Rosanna non riesce ad impedire che il malessere si propaghi agli altri del gruppo di lavoro.


Perché le cose sono andate in questo modo?
Cosa si può fare meglio?
Le Conversazioni e la loro qualità sono quanto ci appassiona di più nel nostro lavoro.
La nostra qualità della vita dipende dalla qualità delle Conversazioni che facciamo con chi ci sta vicino nella vita, nel gioco, e nel lavoro.
La nostra capacità di vivere una vita ricca di significato, di comprendere i nostri scopi, e di realizzarli, dipende in grandissima misura dalla qualità delle conversazioni che facciamo con le persone che stanno intorno a noi e che ci capita di incontrare nelle tante circostanze in cui ci troviamo.

Se Facciamo brutte conversazioni, viviamo male e non realizziamo niente.
Se Facciamo belle conversazioni, di alta qualità, viviamo piacevolmente, serenamente, gioiosamente, e realizziamo molto in termini pratici.

Parleremo di belle e brutte conversazioni.

Il fatto è che le conversazioni che riguardano le cose importanti, sono per loro natura difficili.
Una conversazione che ci sembra, ed è, difficile, può liberare un enorme energia e trasformare le situazioni anche in modo entusiasmante.

Parleremo di Conversazioni Difficili™ in questo contesto, con due idee in mente:

1. Continuare a coltivare questa passione con chi ha entusiasmo ed interesse, con chi vuole migliorare la qualità delle conversazioni che tutti facciamo; con le persone che hanno fatto molte conversazioni (facili e difficili) e vogliono regalare a tutti qualche insegnamento;

2. Tenervi informati su iniziative ed eventi che faremo in varie Città, o On-line.


Intanto iniziamo subito a giocare con le Conversazioni ... leggete le note che seguono ...




Un tuo cliente non ti paga?

Devi dire ad un collaboratore che non sei soddisfatto e vuoi migliorare il suo lavoro?

Il tuo capo non aiuta il tuo lavoro?

Devi chiedere un aumento di stipendio?

Devi cambiare l'incarico a una collaboratrice e lei probabilmente non gradirà?

Devi parlare con il tuo socio di questioni finanziarie, probabilmente avete idee molto diverse?

Devi chiedere a tuo marito di cambiare registro?

Devi lasciar andare via un collaboratore?

Devi affrontare una questione spinosa con un tuo socio e tutti e due continuate a rinviare?

In consiglio di amministrazione si continua a fare finta di essere tutti d'accordo, ma poi si va via dalle riunioni, e ognuno fa quello che vuole?

Un tuo collega continua a non rispettare gli impegni?
La Fotografia/Disegno delle due persone che si danno le spalle è di Simon Zirkunov.
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Le altre foto sono nostre, fatte insieme ad amici che hanno fatto conversazioni insieme a noi.
Nel tuo ambiente familiare o di lavoro, quali conversazioni non vengono fatte per timore di provocare imbarazzo e disagio, di compromettere le relazioni, ed invece sarebbe meglio fare?

Nel tuo ambiente familiare o di lavoro, quali conversazioni vengono fatte senza realizzare risultati, anzi incrementando le difficoltà nelle relazioni interpersonali?

Come vengono fatte le conversazioni che portano queste conseguenze?

Quali conseguenze specifiche si creano nel tuo ambiente in seguito alle difficoltà che hai descritto nell’affrontare conversazioni complesse?

Cosa significherebbe per il tuo ambiente, familiare o di lavoro, sviluppare una capacità diffusa di affrontare in modo capace le conversazioni difficili che attualmente non vengono affrontate, o vengono portate avanti senza risolvere i problemi, anzi aggravando la difficoltà nelle relazioni interpersonali?