Cresciuto nell'OMI Roma, debuttò in Serie D a 19 anni. Nel novembre 1972 passò alla Triestina in Serie C, ma non ebbe molto successo: solo 13 presenze e senza reti nel capoluogo giuliano. Fu nella stagione successiva, ritornato in Serie D nelle file del Carpi, che il bomber uscì dal bozzolo, trascinando la squadra verso la promozione in Serie C. Le 13 reti messe a segno in 32 partite, gli valsero l'ingaggio nel Mantova in Serie C. Di statura media, fisicamente forte e dotato di buoni fondamentali, possedeva un buon senso del goal ed un ottimo colpo di testa. Segnò 24 reti in 72 partite nel Mantova, che gli valsero l'ingaggio in Serie B della società del Taranto nel novembre del 1976. Segnò 8 volte in 27 partite nella prima stagione, e stava raggiungendo una promettente maturità, quando una tragedia lo fermò mentre era capocannoniere del torneo cadetto con 9 gol (nessuno su rigore), e si diceva che la Fiorentina si stesse interessando a lui.
Il giocatore infatti perì tragicamente alle ore 00.40 di lunedì 6 febbraio 1978 per un incidente stradale: nell'attraversare un incrocio alla guida della sua Citroën Dyane 6, fu speronato da una Alfa Romeo 2000 GT che procedeva a fari spenti guidata da Marcello Friuli, appena rubata e per questo inseguita da una volante della Polizia. L'impatto sbalzò il calciatore fuori dall'abitacolo e ne provocò la morte, mentre il Friuli riportò solo qualche lesione. Aveva 26 anni e lasciò vedova la moglie Paola, con cui si era sposato solo sette mesi prima e dalla quale aspettava una bambina.
I funerali si svolsero martedì 7 febbraio, prima nella chiesa di San Roberto Bellarmino e poi all'interno del vecchio Stadio "Salinella", che aveva consacrato Iacovone a beniamino della tifoseria rosso-blu. Furono due ore di commozione intensa, un ultimo omaggio affettuoso e straziante. Furono calcolate 40.000 presenze allo stadio, nonostante il giorno feriale e la pioggia che cadeva copiosa su Taranto.
Indimenticabile il suo stile di uomo e di calciatore, ben diverso da quello di tanti atleti famosi: persona schiva, amava la serenità delle mura domestiche. Il suo stacco impetuoso e il suo "infallibile" colpo di testa, rimarranno per sempre nella memoria di chi lo vide giocare. Ancora oggi il suo nome è ricordato con amarezza nella città che gli dedicò anche un monumento, realizzato dallo scultore Francesco Trani e inaugurato il 20 ottobre 2002 nella piazza prospiciente lo stadio.
(read less)Cresciuto nell'OMI Roma, debuttò in Serie D a 19 anni. Nel novembre 1972 passò alla Triestina in Serie C, ma non ebbe molto successo: solo 13 presenze e senza reti nel capoluogo giuliano. Fu nella stagione successiva, ritornato in Serie D nelle file del Carpi, che il bomber uscì dal bozzolo, trascinando la squadra verso la promozione in Serie C. Le 13 reti messe a segno in 32 partite, gli valsero l'ingaggio nel Mantova in Serie C. Di statura media, fisicamente forte e dotato di buoni...
(read more)