Fonte: Antimafia Duemiladi Salvo Vitale
Lo hanno chiamato in molti modi: Lodo Schifani, Lodo Alfano, immunità, impunità, processo breve e oggi “legittimo impedimento”: cioè fare una legge che preveda come un impedimento legittimo, cioè consentito per legge, il non essere sottoposto ai procedimenti di legge da parte del presidente del consiglio.
Il che mi fa pensare all’”impedimento d’orina”, ossia alle difficoltà di alcuni pazienti nel poter mingere.
E quindi a una legge che renda legittima tale difficoltà.
Una legge per eludere la legge.
Così, nella ricerca sempre più intrigante di soluzioni eversive diventa pressocchè eretico il principio sul quale si fonda la struttura di qualsiasi codice, ossia che “la legge è uguale per tutti”.
Già l’ineffabile Ghedini, al quale solo la faccia tosta del premier poteva aggiungere, accanto alla carica di suo avvocato, quella di deputato nazionale, ha provato a inserire, nell’impossibile difesa del lodo Alfano, il principio del “primus super pares”, cercando di mistificare quello ben più realistico del “primus inter pares”.
Con il lodo Alfano, per cercare di indorare la pillola, si era associata, all’impunità per il presidente del consiglio, quella per le altre tre cariche più alte dello stato, ma adesso sta venendo fuori che l’unica cosa cogente e urgente è di mettere al riparo delle sue malefatte solo il Berlusca.
Così viene camuffata la legittima proposta del “processo breve”, (chi non è d’accordo?) con l’obiettivo di far cadere in prescrizione i processi del Berlusca. Casini addirittura ha escogitato la possibilità di un “lodo Alfano” costituzionale, che è come il pensare , per legge, dell’esistenza di una malattia sana.
Tale proposta ha trovato qualche simpatia, in siciliano diremmo qualche “annacamento”, anche nel centrosinistra.
Da qui l’infame campagna contro la magistratura, che, secondo il “premier-primus”, vorrebbe operare una sorta di golpe politico sottoponendo a giudizio ed eventualmente condannando “l’intoccabile” eletto dal popolo.
Insomma, chi governa, grazie all’investitura popolare, non può perdere il suo tempo nelle aule di tribunale, e chi lo vuole sottoporre a giudizio è uno che fa un uso politico della legge, cioè un comunistaccio che vuol far cadere il governo.
Fini, nel suo fuori-onda, ha provato a richiamare le norme indispensabili della democrazia, in antitesi a quelle della monarchia, ma è stato spinto ai margini del suo partito dalla folta schiera di maggiordomi e lacchè che hanno legato la propria sopravvivenza politica a quella del loro boss.
E così continua il martellamento, attraverso il mezzo televisivo e la cattura della persuasione dell’esistenza di una giustizia ingiusta e che, per legge, possa esistere ed essere possibile un’ingiustizia giusta.
Intanto il mondo ci guarda stupefatto e incuriosito!!”
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Fonte: Blog di Antonio Di Pietro Sui quotidiani di oggi ci sono degli articoli a dir poco interessanti: la menzogna viene spacciata per verità. Mettono in evidenza che si deve celebrare il decennale di Bettino Craxi: un omaggio di Berlusconi. Dopo tutto, chi altri poteva omaggiare un latitante, pluricondannato e corrotto che, commettendo innumerevoli reati, ha rovinato sia la credibilità del Paese che quella delle Istituzioni, se non proprio lui, Silvio Berlusconi? Tra simili si ritrovano. Ebbene, l'Italia dei Valori lo dice forte e chiaro: abbiamo pietà per i morti, ma nessuna pietà per chi mente. Craxi non era una persona in esilio, era un latitante. Nessuno lo ha cacciato. E' lui che è fuggito per non rispondere delle sue azioni davanti alla giustizia. E' scappato via perché è stato condannato con sentenza penale passata in giudicato. Era accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, cosa di cui i giornali non fanno alcuna menzione per poterlo spacciare come “grande statista”. Ma quale statista!? Quello che con la DC della Prima Repubblica ha indebitato oltremodo le casse dello Stato? Quello che ha dato la possibilità ad una classe imprenditoriale di crescere non in ragione delle proprie capacità imprenditoriali ma delle mazzette che pagava? Ritengo che questo fine d'anno volga al termine nella maniera peggiore: un anno in cui il fratellastro di Craxi è stato al governo con il solo fine di produrre leggi per non farsi processare. Un anno che viene sublimato, come dice il sindaco di Milano, dedicando una strada o una piazza al ricordo di Bettino Craxi. E allora facciamola questa piazza: Piazza Bettino Craxi. Sotto il nome, però, come in tutte le targhe, scriviamoci anche quel che era: “politico, corrotto, latitante”.- Sottoscrivi la tua e-mail nel sito di Informazione Alternativa (www.informazionealternati va.net) riceverai quotidianamente i nostri articoli.
Fonte: Blog di Antonio Di Pietro Il gioco d’azzardo è illegale. E comunque anche quello considerato 'non d’azzardo', attraverso il quale lo Stato percepisce entrate fiscali da capogiro, è un’indecenza. Con oltre 53 miliardi di euro di raccolta, questo business costituisce una percentuale vicina al 4% del Pil nazionale: rappresenta la terza industria del Paese. Le entrate dello Stato derivanti dalla raccolta sono lievitate dai 3,5 miliardi di euro del 2003 ai 7,7 miliardi del 2008, con un tasso di crescita complessivo del 121,1%. A giocare di più sono individui tra i 25 ed i 44 anni e oltre i 65, questi ultimi pensionati. In Italia il gioco d'azzardo si sta diffondendo e sta avendo un impatto fortemente negativo su numerose fasce sociali: da quella degli studenti, che compromettono la riuscita dei propri studi, ai pensionati che finiscono in mezzo ad una strada, alle unioni familiari distrutte per il 'vizietto' di mamma e papà. Il profilo è quello del sognatore con un reddito modesto che tenta la fortuna ma scivola poi nella nullatenenza. E' stato riconosciuto dal CNR e diversi studi che il gioco-scommesse è un’attività che crea dipendenza come le droghe, il fumo, l'alcol. Non voglio con questo precludere la libertà di un cittadino di poter scommettere o meno. Sto dicendo che al cittadino non può essere venduto il gioco come miraggio di vincite milionarie (in realtà dalle probabilità infinitesimali) e come alternativa ad una vita basata sul lavoro e sulle proprie capacità. Le norme in materia di gioco e scommesse vanno equiparate a quelle sul fumo in termini pubblicitari, ossia ne dovrebbe essere proibita la promozione. I controlli sull’età di chi gioca devono essere stringenti per impedire a minorenni e persone senza un proprio reddito di accedervi. Le licenze e gli apparecchi installati nei punti di accesso al gioco, che con una normativa più permissiva dal 2003 hanno proliferato a dismisura, devono essere ridotti e la diffusione legata alla demografia. Lo Stato dovrebbe farsi promotore di campagne progresso contro il gioco-scommesse poiché può provocare danni alla salute e alla psiche dei cittadini favorendo, nella maggior parte dei casi, il dissesto economico individuale e familiare. Qual è la differenza agli occhi dello Stato tra chi si gioca un appartamento a poker tra mura domestiche e chi spende la sua pensione euro su euro al SuperEnalotto? Il fatto che uno non ne versi una parte all’erario e l’altro si? E’ solo nell’erario? Ma perché non applicare allora lo schema “legalizziamo-incassiamo” anche per la prostituzione, riaprendo le case chiuse, oppure anche per le droghe? Evidentemente dietro al gioco-scommessa ci sono dei valori sociali che ora mi sfuggono: ma quali? I governi non possono anteporre gli interessi economici a quelli dei cittadini, così come hanno dimostrato con la progressiva legalizzazione delle scommesse adducendo come alibi la necessità di sottrarne semplicemente il controllo alla criminalità organizzata. Non è il controllo economico il driver delle decisioni dello Stato ma la tutela della comunità e della sua salute. Se da una parte si normano gli aspetti fiscali, dall’altra bisogna curarsi anche di eventuali effetti sociali. L'Italia dei Valori, nei prossimi giorni, presenterà un disegno di legge per offrire una regolamentazione delle scommesse e della comunicazione ad essa associata a tutti i livelli per la tutela del cittadino.- Sottoscrivi la tua e-mail nel sito di Informazione Alternativa (www.informazionealternati va.net) riceverai quotidianamente i nostri articoli.
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