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LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra" E' indetto un concorso pubblico, per esami, a complessivi quattro posti nel profilo professionale di assistente agrario -area seconda - fascia retributiva F2, nel ruolo dell'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra"
MAXI OPERAZIONE “GIANO” DELLA GUARDIA COSTIERA
ZAIA: PUNIZIONI ESEMPLARI PER CHI SPECULA SULLA SALUTE DEI CITTADINI
“Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto all......a salute dei cittadini – consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza. Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, durante la conferenza stampa di presentazione della maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno. La conferenza stampa si è tenuta questa mattina a Venezia, nella Sala del Guarana presso la sede della Capitaneria di Porto.
Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, il Ministro ha presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell’Operazione, che ha riguardato l’intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.
“Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All’Ammiraglio Pollastrini – conclude Zaia – vorrei poi dire un grazie particolare per l’attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro”.
---------------------------------------- -------------------
L’OPERAZIONE GIANO
10 – 23 dicembre 2009
Per garantire la massima sicurezza alimentare durante le festività, il Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha fatto scattare l’OPERAZIONE GIANO su tutto il territorio nazionale, dal 10 al 23 dicembre.
Impegnati sui due fronti, mare e terra, gli uomini della Guardia Costiera hanno operato controlli a tappeto raggiungendo anche mercati e grossisti dell’entroterra (es. Milano, Prato, Ariccia) e monitorando le attività di pesca con unità navali, mezzi aerei e sofisticate tecnologie di controllo del traffico marittimo. Ecco i numeri dell’operazione:
12.750 controlli presso società e rivendite;
500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato;
297 denunce penali;
1.500.000 euro di sanzioni elevate.
Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno dell’insediamento del Ministro Luca Zaia, un punto qualificante dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il prodotto proveniente dall’estero costituisce ormai una fetta importante (quasi il 60%) del mercato, grazie alle maggiori opportunità di comunicazione e alle tecnologie a disposizione per garantire le temperature necessarie alla conservazione. E, contemporaneamente, si riscontra una riduzione delle lavorazioni nazionali anche a causa della ridotta produzione ittica nei nostri mari.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE GIANO
MOLFETTA – 22 DICEMBRE: Un ingente quantitativo di alici contaminate dal parassita Anisaki è stato posto sotto sequestro dai Nuclei Ispettivi Pesca della Guardia Costiera. Nel corso dell’Operazione Giano è stato appurato, in particolare, che diverse organizzazioni malavitose hanno immesso sul mercato nazionale oltre 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, appena prima dell’inizio delle feste.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp sono vermi dalla sezione circolare, appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell’intestino di pesci e mammiferi marini. Gli adulti di Anisakis si trovano nella cavità celomatica dei pesci, cioè nelle viscere che vengono asportate prima del consumo. Dopo la pesca, a causa di una eviscerazione tardiva o di una infestazione massiva, i parassiti possano migrare nelle carni del pesce e sono visibili a occhio nudo. L'infestazione da Anisakis può causare problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, la perforazione dell'intestino e dello stomaco. La sintomatologia compare in genere dopo qualche giorno dal consumo del pesce infestato.
CATANIA/LIVORNO - 12 DICEMBRE: Nel corso dell’operazione “Giano” è stato intercettata una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall’area est asiatica. Il primo sequestro di prodotto è avvenuto in Sicilia, ma il cuore dell’attività illecita era in Toscana. Sono ancora in corso indagini in Veneto e Lombardia e proseguono le analisi sulle specie ittiche sequestrate in 10 esercizi commerciali, subito chiusi.
La Guardia Costiera ha inoltre individuato linee clandestine di ingresso in Italia di specie pericolose per l’habitat marino, come l’Eriocheir sinensis comunemente detto “Granchio cinese invasivo”. Si tratta di una specie catadroma che vive in acque dolci di canali e fiumi della Cina. In fase riproduttiva, liberano larve in numero compreso da 250.000 a un milione. Il Granchio cinese è estremamente adattabile; sopporta ampie variazioni ambientali, escursioni climatiche e alti tassi di polluzione delle acque ed è dannoso perché si riproduce molto velocemente ed è vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche. Inoltre scava profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d’acqua.
Durante la stessa operazione, sono stati sequestrati altri particolari prodotti ittici, come le meduse in salamoia e lo squalo secco.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno poi rinvenuto e messo sotto sequestro 71 tonnellate di pesce di generi minori venduto come specie pregiate. In particolare:
il pollak come merluzzo;
il brosme come baccalà;
il pangasio come cernia;
il pesce ghiaccio cinese come bianchetto;
il pagro atlantico come pesce nazionale fresco di diversi tipi.
MESSINA / CASTELLAMMARE DI STABIA / NAPOLI: Le indagini hanno portato all’individuazione di partite di cozze provenienti da stabilimenti abusivi e non controllati dal punto di vista sanitario, pronte per essere vendute al pubblico; anche in questo caso il sequestro e la relativa distruzione del prodotto ha interessato oltre 80 tonnellate di mitili.
SALERNO – 15 DICEMBRE:
L’operazione ha riguardato soprattutto prodotti pre-confezionati e surgelati, scaduti da tempo. Il prodotto ittico era ammucchiato insieme ad altri alimenti.
PALERMO / PORTICELLO – 20 DICEMBRE:
Il prodotto sequestrato era pronto per la distribuzione e l’immissione sul mercato. Pessimo lo stato di conservazione, in locali simili a discariche e casolari abbandonati.
L’Operazione Giano ha portato anche al sequestro di 31 imbarcazioni che effettuavano pesca a strascico in zone non consentite, utilizzando strumenti vietati.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra"
MAXI OPERAZIONE “GIANO” DELLA GUARDIA COSTIERA
ZAIA: PUNIZIONI ESEMPLARI PER CHI SPECULA SULLA SALUTE DEI CITTADINI
“Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto all......a salute dei cittadini – consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza. Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, durante la conferenza stampa di presentazione della maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno. La conferenza stampa si è tenuta questa mattina a Venezia, nella Sala del Guarana presso la sede della Capitaneria di Porto.
Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, il Ministro ha presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell’Operazione, che ha riguardato l’intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.
“Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All’Ammiraglio Pollastrini – conclude Zaia – vorrei poi dire un grazie particolare per l’attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro”.
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L’OPERAZIONE GIANO
10 – 23 dicembre 2009
Per garantire la massima sicurezza alimentare durante le festività, il Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha fatto scattare l’OPERAZIONE GIANO su tutto il territorio nazionale, dal 10 al 23 dicembre.
Impegnati sui due fronti, mare e terra, gli uomini della Guardia Costiera hanno operato controlli a tappeto raggiungendo anche mercati e grossisti dell’entroterra (es. Milano, Prato, Ariccia) e monitorando le attività di pesca con unità navali, mezzi aerei e sofisticate tecnologie di controllo del traffico marittimo. Ecco i numeri dell’operazione:
12.750 controlli presso società e rivendite;
500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato;
297 denunce penali;
1.500.000 euro di sanzioni elevate.
Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno dell’insediamento del Ministro Luca Zaia, un punto qualificante dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il prodotto proveniente dall’estero costituisce ormai una fetta importante (quasi il 60%) del mercato, grazie alle maggiori opportunità di comunicazione e alle tecnologie a disposizione per garantire le temperature necessarie alla conservazione. E, contemporaneamente, si riscontra una riduzione delle lavorazioni nazionali anche a causa della ridotta produzione ittica nei nostri mari.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE GIANO
MOLFETTA – 22 DICEMBRE: Un ingente quantitativo di alici contaminate dal parassita Anisaki è stato posto sotto sequestro dai Nuclei Ispettivi Pesca della Guardia Costiera. Nel corso dell’Operazione Giano è stato appurato, in particolare, che diverse organizzazioni malavitose hanno immesso sul mercato nazionale oltre 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, appena prima dell’inizio delle feste.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp sono vermi dalla sezione circolare, appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell’intestino di pesci e mammiferi marini. Gli adulti di Anisakis si trovano nella cavità celomatica dei pesci, cioè nelle viscere che vengono asportate prima del consumo. Dopo la pesca, a causa di una eviscerazione tardiva o di una infestazione massiva, i parassiti possano migrare nelle carni del pesce e sono visibili a occhio nudo. L'infestazione da Anisakis può causare problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, la perforazione dell'intestino e dello stomaco. La sintomatologia compare in genere dopo qualche giorno dal consumo del pesce infestato.
CATANIA/LIVORNO - 12 DICEMBRE: Nel corso dell’operazione “Giano” è stato intercettata una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall’area est asiatica. Il primo sequestro di prodotto è avvenuto in Sicilia, ma il cuore dell’attività illecita era in Toscana. Sono ancora in corso indagini in Veneto e Lombardia e proseguono le analisi sulle specie ittiche sequestrate in 10 esercizi commerciali, subito chiusi.
La Guardia Costiera ha inoltre individuato linee clandestine di ingresso in Italia di specie pericolose per l’habitat marino, come l’Eriocheir sinensis comunemente detto “Granchio cinese invasivo”. Si tratta di una specie catadroma che vive in acque dolci di canali e fiumi della Cina. In fase riproduttiva, liberano larve in numero compreso da 250.000 a un milione. Il Granchio cinese è estremamente adattabile; sopporta ampie variazioni ambientali, escursioni climatiche e alti tassi di polluzione delle acque ed è dannoso perché si riproduce molto velocemente ed è vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche. Inoltre scava profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d’acqua.
Durante la stessa operazione, sono stati sequestrati altri particolari prodotti ittici, come le meduse in salamoia e lo squalo secco.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno poi rinvenuto e messo sotto sequestro 71 tonnellate di pesce di generi minori venduto come specie pregiate. In particolare:
il pollak come merluzzo;
il brosme come baccalà;
il pangasio come cernia;
il pesce ghiaccio cinese come bianchetto;
il pagro atlantico come pesce nazionale fresco di diversi tipi.
MESSINA / CASTELLAMMARE DI STABIA / NAPOLI: Le indagini hanno portato all’individuazione di partite di cozze provenienti da stabilimenti abusivi e non controllati dal punto di vista sanitario, pronte per essere vendute al pubblico; anche in questo caso il sequestro e la relativa distruzione del prodotto ha interessato oltre 80 tonnellate di mitili.
SALERNO – 15 DICEMBRE:
L’operazione ha riguardato soprattutto prodotti pre-confezionati e surgelati, scaduti da tempo. Il prodotto ittico era ammucchiato insieme ad altri alimenti.
PALERMO / PORTICELLO – 20 DICEMBRE:
Il prodotto sequestrato era pronto per la distribuzione e l’immissione sul mercato. Pessimo lo stato di conservazione, in locali simili a discariche e casolari abbandonati.
L’Operazione Giano ha portato anche al sequestro di 31 imbarcazioni che effettuavano pesca a strascico in zone non consentite, utilizzando strumenti vietati.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra"
MAXI OPERAZIONE “GIANO” DELLA GUARDIA COSTIERA
ZAIA: PUNIZIONI ESEMPLARI PER CHI SPECULA SULLA SALUTE DEI CITTADINI
“Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto all......a salute dei cittadini – consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza. Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, durante la conferenza stampa di presentazione della maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno. La conferenza stampa si è tenuta questa mattina a Venezia, nella Sala del Guarana presso la sede della Capitaneria di Porto.
Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, il Ministro ha presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell’Operazione, che ha riguardato l’intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.
“Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All’Ammiraglio Pollastrini – conclude Zaia – vorrei poi dire un grazie particolare per l’attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro”.
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L’OPERAZIONE GIANO
10 – 23 dicembre 2009
Per garantire la massima sicurezza alimentare durante le festività, il Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha fatto scattare l’OPERAZIONE GIANO su tutto il territorio nazionale, dal 10 al 23 dicembre.
Impegnati sui due fronti, mare e terra, gli uomini della Guardia Costiera hanno operato controlli a tappeto raggiungendo anche mercati e grossisti dell’entroterra (es. Milano, Prato, Ariccia) e monitorando le attività di pesca con unità navali, mezzi aerei e sofisticate tecnologie di controllo del traffico marittimo. Ecco i numeri dell’operazione:
12.750 controlli presso società e rivendite;
500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato;
297 denunce penali;
1.500.000 euro di sanzioni elevate.
Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno dell’insediamento del Ministro Luca Zaia, un punto qualificante dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il prodotto proveniente dall’estero costituisce ormai una fetta importante (quasi il 60%) del mercato, grazie alle maggiori opportunità di comunicazione e alle tecnologie a disposizione per garantire le temperature necessarie alla conservazione. E, contemporaneamente, si riscontra una riduzione delle lavorazioni nazionali anche a causa della ridotta produzione ittica nei nostri mari.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE GIANO
MOLFETTA – 22 DICEMBRE: Un ingente quantitativo di alici contaminate dal parassita Anisaki è stato posto sotto sequestro dai Nuclei Ispettivi Pesca della Guardia Costiera. Nel corso dell’Operazione Giano è stato appurato, in particolare, che diverse organizzazioni malavitose hanno immesso sul mercato nazionale oltre 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, appena prima dell’inizio delle feste.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp sono vermi dalla sezione circolare, appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell’intestino di pesci e mammiferi marini. Gli adulti di Anisakis si trovano nella cavità celomatica dei pesci, cioè nelle viscere che vengono asportate prima del consumo. Dopo la pesca, a causa di una eviscerazione tardiva o di una infestazione massiva, i parassiti possano migrare nelle carni del pesce e sono visibili a occhio nudo. L'infestazione da Anisakis può causare problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, la perforazione dell'intestino e dello stomaco. La sintomatologia compare in genere dopo qualche giorno dal consumo del pesce infestato.
CATANIA/LIVORNO - 12 DICEMBRE: Nel corso dell’operazione “Giano” è stato intercettata una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall’area est asiatica. Il primo sequestro di prodotto è avvenuto in Sicilia, ma il cuore dell’attività illecita era in Toscana. Sono ancora in corso indagini in Veneto e Lombardia e proseguono le analisi sulle specie ittiche sequestrate in 10 esercizi commerciali, subito chiusi.
La Guardia Costiera ha inoltre individuato linee clandestine di ingresso in Italia di specie pericolose per l’habitat marino, come l’Eriocheir sinensis comunemente detto “Granchio cinese invasivo”. Si tratta di una specie catadroma che vive in acque dolci di canali e fiumi della Cina. In fase riproduttiva, liberano larve in numero compreso da 250.000 a un milione. Il Granchio cinese è estremamente adattabile; sopporta ampie variazioni ambientali, escursioni climatiche e alti tassi di polluzione delle acque ed è dannoso perché si riproduce molto velocemente ed è vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche. Inoltre scava profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d’acqua.
Durante la stessa operazione, sono stati sequestrati altri particolari prodotti ittici, come le meduse in salamoia e lo squalo secco.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno poi rinvenuto e messo sotto sequestro 71 tonnellate di pesce di generi minori venduto come specie pregiate. In particolare:
il pollak come merluzzo;
il brosme come baccalà;
il pangasio come cernia;
il pesce ghiaccio cinese come bianchetto;
il pagro atlantico come pesce nazionale fresco di diversi tipi.
MESSINA / CASTELLAMMARE DI STABIA / NAPOLI: Le indagini hanno portato all’individuazione di partite di cozze provenienti da stabilimenti abusivi e non controllati dal punto di vista sanitario, pronte per essere vendute al pubblico; anche in questo caso il sequestro e la relativa distruzione del prodotto ha interessato oltre 80 tonnellate di mitili.
SALERNO – 15 DICEMBRE:
L’operazione ha riguardato soprattutto prodotti pre-confezionati e surgelati, scaduti da tempo. Il prodotto ittico era ammucchiato insieme ad altri alimenti.
PALERMO / PORTICELLO – 20 DICEMBRE:
Il prodotto sequestrato era pronto per la distribuzione e l’immissione sul mercato. Pessimo lo stato di conservazione, in locali simili a discariche e casolari abbandonati.
L’Operazione Giano ha portato anche al sequestro di 31 imbarcazioni che effettuavano pesca a strascico in zone non consentite, utilizzando strumenti vietati.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra" ZAIA: BRAVO STEFANO, MEGLIO TARDI CHE MAI “Questo Governo ha fatto quello che doveva per far fronte alla crisi: ha stretto la cinghia, chiedendo a tutti di fare uno sforzo e contenere la spesa pubblica, dopo gli anni e i bilanci allegri del centrosinistra”.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra"
LA SICUREZZA ALIMENTARE: IL DIRITTO ALLA QUALITÀ -
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.
Dichiarazione uni...versale dei diritti dell’uomo (1948), articolo 25
LA SICUREZZA ALIMENTARE: IL DIRITTO ALLA QUALITÀ
“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita suff...iciente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), articolo 25
Il diritto al cibo, incluso nel più ampio contesto del diritto alla salute e al benessere, non può prescindere dal diritto alla qualità di ciò che si mangia.
Parlare di sicurezza alimentare, quindi, significa parlare del modello agricolo, produttivo e alimentare che abbiamo scelto di adottare.
Il nostro sistema produttivo si fonda su aziende di piccole e medie dimensioni, sulla grande varietà delle produzioni (4500 prodotti tipici, 190 certificazioni europee) che sono indissolubilmente legate al territorio. Si basa su sapienze produttive antiche che garantiscono al nostro cibo genuinità e salubrità.
Difendere e promuovere questo sistema produttivo significa, dunque, difendere e promuovere non solo un comparto economico, ma anche quell’ “atto ecologico e politico” , come direbbe Michael Pollan, che si è scelto di compiere mangiando un determinato cibo.
A questo principio sono improntate le incessanti attività di controllo e di contrasto svolte in modo sinergico dalle forze dell’ordine, e intensificatesi notevolmente dall’insediamento di questo Governo, nei confronti di chi compie atti di frode, falsificazione e contraffazione dei prodotti alimentari.
Questi atti non solo danneggiano la nostra economia - basti pensare che, senza l’agropirateria e l’Italian sounding, il nostro export varrebbe circa 60 miliardi di euro, contro i quasi 26 attuali - ma minano la salute del cittadino consumatore.
Per questo, la stagione della tolleranza zero, e il tenace lavoro degli agenti dell’ICQRF, del CFS, dei Carabinieri del NAC e della Guardia Costiera presente qui oggi, devono proseguire, per il bene delle imprese e dei cittadini italiani.
Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.
Mostra tutto“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita suff...iciente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), articolo 25
Il diritto al cibo, incluso nel più ampio contesto del diritto alla salute e al benessere, non può prescindere dal diritto alla qualità di ciò che si mangia.
Parlare di sicurezza alimentare, quindi, significa parlare del modello agricolo, produttivo e alimentare che abbiamo scelto di adottare.
Il nostro sistema produttivo si fonda su aziende di piccole e medie dimensioni, sulla grande varietà delle produzioni (4500 prodotti tipici, 190 certificazioni europee) che sono indissolubilmente legate al territorio. Si basa su sapienze produttive antiche che garantiscono al nostro cibo genuinità e salubrità.
Difendere e promuovere questo sistema produttivo significa, dunque, difendere e promuovere non solo un comparto economico, ma anche quell’ “atto ecologico e politico” , come direbbe Michael Pollan, che si è scelto di compiere mangiando un determinato cibo.
A questo principio sono improntate le incessanti attività di controllo e di contrasto svolte in modo sinergico dalle forze dell’ordine, e intensificatesi notevolmente dall’insediamento di questo Governo, nei confronti di chi compie atti di frode, falsificazione e contraffazione dei prodotti alimentari.
Questi atti non solo danneggiano la nostra economia - basti pensare che, senza l’agropirateria e l’Italian sounding, il nostro export varrebbe circa 60 miliardi di euro, contro i quasi 26 attuali - ma minano la salute del cittadino consumatore.
Per questo, la stagione della tolleranza zero, e il tenace lavoro degli agenti dell’ICQRF, del CFS, dei Carabinieri del NAC e della Guardia Costiera presente qui oggi, devono proseguire, per il bene delle imprese e dei cittadini italiani.
Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

LUCA ZAIA - "Con le scarpe sporche di terra"
MAXI OPERAZIONE “GIANO” DELLA GUARDIA COSTIERA
ZAIA: PUNIZIONI ESEMPLARI PER CHI SPECULA SULLA SALUTE DEI CITTADINI
“Chi specula sulla salute dei cittadini va punito in modo esemplare. I risultati di questo sequestro confermano che dobbiamo tenere ancora alta la guardia, continuando a lavorare per tutelare il diritto all...a salute dei cittadini – consumatori e il lavoro delle imprese oneste, che sono la maggioranza. Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno del mio insediamento un punto qualificante e prioritario dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La stagione della tolleranza zero continua”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, durante la conferenza stampa di presentazione della maxi Operazione Giano, che ha portato al sequestro di 500 tonnellate di pesce avariato, destinato ad arrivare sulla tavola delle feste in occasione del Capodanno. La conferenza stampa si è tenuta questa mattina a Venezia, nella Sala del Guarana presso la sede della Capitaneria di Porto.
Insieme al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Amm. Ispettore Capo (CP) Raimondo Pollastrini, il Ministro ha presentato ai giornalisti il bilancio di 19 mesi di controlli per garantire sicurezza alimentare e i dettagli dell’Operazione, che ha riguardato l’intero territorio nazionale dal 10 al 23 dicembre e portato a 12.750 controlli presso società e rivendite, 500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato, 297 denunce penali, 1.500.000 euro di sanzioni elevate.
“Vorrei ringraziare personalmente e a nome di tutti i consumatori italiani il Comandante Generale della Guardia Costiera Raimondo Pollastrini e i suoi uomini, che hanno condotto questa maxi Operazione. Questo Capodanno sarà migliore e più sicuro grazie al vostro lavoro. All’Ammiraglio Pollastrini – conclude Zaia – vorrei poi dire un grazie particolare per l’attività di formazione in tema di sicurezza alimentare che quotidianamente si svolge nelle diverse Accademie della Guardia Costiera: sensibilizzare i più giovani alla lotta alla contraffazione alimentare significa saper investire nel futuro”.
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L’OPERAZIONE GIANO
10 – 23 dicembre 2009
Per garantire la massima sicurezza alimentare durante le festività, il Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) del Comando Generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera ha fatto scattare l’OPERAZIONE GIANO su tutto il territorio nazionale, dal 10 al 23 dicembre.
Impegnati sui due fronti, mare e terra, gli uomini della Guardia Costiera hanno operato controlli a tappeto raggiungendo anche mercati e grossisti dell’entroterra (es. Milano, Prato, Ariccia) e monitorando le attività di pesca con unità navali, mezzi aerei e sofisticate tecnologie di controllo del traffico marittimo. Ecco i numeri dell’operazione:
12.750 controlli presso società e rivendite;
500 tonnellate di prodotto ittico sequestrato;
297 denunce penali;
1.500.000 euro di sanzioni elevate.
Garantire la tracciabilità del pesce dal momento della cattura al consumo finale è stato ed è, sin dal giorno dell’insediamento del Ministro Luca Zaia, un punto qualificante dell’azione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il prodotto proveniente dall’estero costituisce ormai una fetta importante (quasi il 60%) del mercato, grazie alle maggiori opportunità di comunicazione e alle tecnologie a disposizione per garantire le temperature necessarie alla conservazione. E, contemporaneamente, si riscontra una riduzione delle lavorazioni nazionali anche a causa della ridotta produzione ittica nei nostri mari.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE GIANO
MOLFETTA – 22 DICEMBRE: Un ingente quantitativo di alici contaminate dal parassita Anisaki è stato posto sotto sequestro dai Nuclei Ispettivi Pesca della Guardia Costiera. Nel corso dell’Operazione Giano è stato appurato, in particolare, che diverse organizzazioni malavitose hanno immesso sul mercato nazionale oltre 324 tonnellate di pesce scaduto da anni o in cattivo stato di conservazione, appena prima dell’inizio delle feste.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp sono vermi dalla sezione circolare, appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell’intestino di pesci e mammiferi marini. Gli adulti di Anisakis si trovano nella cavità celomatica dei pesci, cioè nelle viscere che vengono asportate prima del consumo. Dopo la pesca, a causa di una eviscerazione tardiva o di una infestazione massiva, i parassiti possano migrare nelle carni del pesce e sono visibili a occhio nudo. L'infestazione da Anisakis può causare problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, la perforazione dell'intestino e dello stomaco. La sintomatologia compare in genere dopo qualche giorno dal consumo del pesce infestato.
CATANIA/LIVORNO - 12 DICEMBRE: Nel corso dell’operazione “Giano” è stato intercettata una vera e propria filiera di distribuzione nazionale di specie ittiche provenienti dall’area est asiatica. Il primo sequestro di prodotto è avvenuto in Sicilia, ma il cuore dell’attività illecita era in Toscana. Sono ancora in corso indagini in Veneto e Lombardia e proseguono le analisi sulle specie ittiche sequestrate in 10 esercizi commerciali, subito chiusi.
La Guardia Costiera ha inoltre individuato linee clandestine di ingresso in Italia di specie pericolose per l’habitat marino, come l’Eriocheir sinensis comunemente detto “Granchio cinese invasivo”. Si tratta di una specie catadroma che vive in acque dolci di canali e fiumi della Cina. In fase riproduttiva, liberano larve in numero compreso da 250.000 a un milione. Il Granchio cinese è estremamente adattabile; sopporta ampie variazioni ambientali, escursioni climatiche e alti tassi di polluzione delle acque ed è dannoso perché si riproduce molto velocemente ed è vorace verso la maggior parte delle altre specie ittiche. Inoltre scava profonde tane sulle zone degli argini di canali e corsi d’acqua.
Durante la stessa operazione, sono stati sequestrati altri particolari prodotti ittici, come le meduse in salamoia e lo squalo secco.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno poi rinvenuto e messo sotto sequestro 71 tonnellate di pesce di generi minori venduto come specie pregiate. In particolare:
il pollak come merluzzo;
il brosme come baccalà;
il pangasio come cernia;
il pesce ghiaccio cinese come bianchetto;
il pagro atlantico come pesce nazionale fresco di diversi tipi.
MESSINA / CASTELLAMMARE DI STABIA / NAPOLI: Le indagini hanno portato all’individuazione di partite di cozze provenienti da stabilimenti abusivi e non controllati dal punto di vista sanitario, pronte per essere vendute al pubblico; anche in questo caso il sequestro e la relativa distruzione del prodotto ha interessato oltre 80 tonnellate di mitili.
SALERNO – 15 DICEMBRE:
L’operazione ha riguardato soprattutto prodotti pre-confezionati e surgelati, scaduti da tempo. Il prodotto ittico era ammucchiato insieme ad altri alimenti.
PALERMO / PORTICELLO – 20 DICEMBRE:
Il prodotto sequestrato era pronto per la distribuzione e l’immissione sul mercato. Pessimo lo stato di conservazione, in locali simili a discariche e casolari abbandonati.
L’Operazione Giano ha portato anche al sequestro di 31 imbarcazioni che effettuavano pesca a strascico in zone non consentite, utilizzando strumenti vietati.

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